SE MOHAMED TIMBRA IL CARTELLINO

Il 44% degli operai extracomunitari che lavorano in fabbrica è più puntuale degli italiani; il 52% è anche meno assenteista. Questi ed altri dati in un'indagine, la prima in Italia, condotta dalla Elex di Torino.

Quattro operai extracomunitari su dieci, impiegati nelle fabbriche, sono più scrupolosi e puntuali dei loro colleghi italiani. Oltre a fare meno ritardi, il 52% chiede meno permessi e fa meno assenze per malattia. Otto lavoratori immigrati su dieci, ancora, hanno subito acquisito dimestichezza con i badge ed i sistemi elettronici che ogni giorno rilevano le presenze sul lavoro.

Questi, in sintesi, i risultati più significativi di una indagine condotta dalla Elex di Torino su un campione di 1948 lavoratori alle dipendenze di tredici imprese manifatturiere sparse in tutta Italia.

Elex è una azienda italiana specialista in sistemi elettronici di rilevamento presenze basati su badge magnetici. La ricerca si è avvalsa proprio dei dati obiettivi raccolti da questi moderni strumenti di controllo installati nelle aziende che hanno collaborato all'indagine.

La finalità della ricerca era, soprattutto, di misurare il rapporto tra i "nuovi" lavoratori ed i sistemi di rilevazione automatica delle presenze al fine di migliorare l'interfaccia uomo-macchina. Salvo casi sporadici, l'operaio straniero non incontra difficoltà nell'usare il badge e gli apparati di controllo. Anzi. Il 77% commette meno errori di timbratura, grazie (forse) alla maggiore attenzione dedicata nell'eseguire le operazioni.

La presenza di operai extracomunitari nelle fabbriche oggetto dell'indagine è, in media, del 2,5%, con una punta del 18% in un'impresa del Nord-Est.

23.4.2001