ELEX A CIVILTA' DELLE MACCHINE

La più grande mostra tecnologico-culturale mai realizzata in Italia dedica uno spazio anche alla rilevazione delle presenze nelle fabbriche. In vetrina una vecchia bollatrice meccanica Anni '30 e un terminale elettronico Elex per testimoniare il progresso compiuto dalla tecnologia in questo campo. 

Torino, ex fabbrica Fiat Lingotto, oggi sede di mostre e convegni. Dal 20 settembre ha aperto i battenti "Civiltà delle macchine", la più grande iniziativa tecnologico-culturale mai realizzata in Italia, punto di incontro per dibattere ed approfondire il rapporto tra l'uomo e la macchina alle soglie del Duemila.

Organizzata dalla Federmeccanica in collaborazione con i principali gruppi industriali, costo sui 10 miliardi, la mostra ospita fino al 9 dicembre un percorso  espositivo (concepito per offrire una lettura critica e spettacolare della civiltà delle macchine) e innumerevoli seminari, convegni, concerti.

Area "la macchina del produrre", spazio "automazione". Su due file sovrapposte di 25 monitor, scorrono le immagini di un audiovisivo sul cambiamento del lavoro nella fabbrica e in ufficio. In basso, sistemati su un ampio ripiano, alcuni oggetti emblematici di questa evoluzione tecnologica: la macchina per scrivere, il computer... l'orologio di timbratura.

Una vecchia bollatrice meccanica inizi Anni '30, laccata in nero e ancora funzionante, ci ricorda come timbravano il cartellino i nostri nonni. Un terminale elettronico Elex, ultima generazione, testimonia il grande salto compiuto dalla tecnologia nel campo della rilevazione delle presenze.

Elex ha messo a disposizione degli organizzatori i prodotti ed il supporto tecnico per la preparazione dello spazio espositivo. La società torinese è l'unica azienda del settore presente nella mostra.

01.10.1990