HORA ET LABORA
La rilevazione delle presenze e il
controllo degli orari di lavoro nel VI secolo dopo Cristo. Viaggio tra i
sudditi di Re Teodorico. Dalla Regola di san Benedetto, un'idea-strenna con
il primo orario di lavoro per i frati operai.
Il 27 aprile
del 459 dopo Cristo, a Sardi (in Asia Minore), viene stipulato, per la prima
volta nella storia, un contratto di lavoro da parte di una potente
corporazione di costruttori edili. Nel contratto si dice, tra l'altro, che
gli operai hanno l'obbligo di essere presenti tutti i giorni sul posto di
lavoro. In caso di assenze per malattie o permessi superiori a venti giorni,
il datore di lavoro può sostituire il lavoratore. In caso di sciopero
protratto per oltre una
settimana, la corporazione deve pagare una multa alla città mentre
l'operaio è soggetto alla pesante ammenda di otto solidi aurei.
Circa un
secolo più tardi, nel monastero di Montecassino, san Benedetto da Norcia
scrive la Regola, il più importante documento del monachesimo di tutti i
tempi. Seppur destinata alle comunità monastiche, la Regola stabilisce, per
la prima volta nel mondo del lavoro, gli orari dettagliati di una giornata
lavorativa. "Da Pasqua fino al primo ottobre - si legge nel capitolo 48
- i monaci escano presto al mattino e dall'ora prima fin verso l'ora quarta
si dedichino ai lavori necessari". E ancora: "Al primo segno di
Nona ciascuno lasci il suo lavoro e si tenga pronto per il secondo
segno".
Continua il
viaggio della Elex di Torino nella storia della rilevazione delle presenze
sul lavoro. Dopo la tappa nella Roma di duemila anni fa, l'itinerario
prevede ora una sosta all'epoca di san Benedetto, in un periodo a cavallo
tra il V e il VI secolo dopo Cristo.
Come ogni
anno, per ricordare l'anniversario della società che cade il 18 di
novembre, dal taccuino di viaggio (che darà vita ad un saggio di prossima
pubblicazione) viene ripresa una "pagina" per una idea-strenna.
Per il 1994
è stata riprodotta fedelmente, su carta pergamenata e in un numero di copie
limitato, il testo originale (parziale) del capitolo XLVIII della Regola
benedettina, De opera manuum cotidiana, dedicato all'orario di lavoro dei
frati operai.
Il testo è
tratto dalla più antica copia della Regola, oggi conservata nella
Biblioteca del Monastero di San Gallo (Svizzera) con il codice 914.
L'edizione risale all'814 d.C. circa ed è una copia fedele di un'altra
copia inviata ad Aquisgrana, per desiderio di Carlo Magno, adottata in tutti
i monasteri dell'Impero franco.
Il testo, in
lingua latina, viene riproposto in carattere onciale (il tipo di scrittura
in uso dai copisti dell'epoca) per mano della calligrafa Anna Maglioni di
Torino, una delle massime esperte in Italia nell'arte della calligrafia.
15.12.1994