STORIE DI CHIAVI E DI ABILI FORGIARI
Dramma
cavalleresco, gioco e divertimento, messaggio promozionale. Esce sugli
schermi (di casa) il primo film istituzionale Elex, azienda italiana
specialista in controllo accessi.
Esce sugli schermi (di casa), in tutta Italia, il primo video firmato
Elex, azienda italiana specialista in controllo accessi.
Il
classico filmato istituzionale? No, un "film".
Storie di chiavi & di abili forgiari (questo il titolo), giocando sulla "mission" aziendale, racconta la storia di un cavaliere medievale e di un manager dei giorni nostri, ieri come oggi alle prese con accessi un po' particolari. Dramma cavalleresco, gioco e divertimento, ma anche concretezza ed efficacia del messaggio promozionale.
Il
film è stato realizzato dalla Cinetown di Torino per la regia di Moreno
Buffa. Ventitré giornate di lavorazione, una trentina di persone coinvolte,
ore e ore di riprese per appena cinque minuti di proiezione, impiego della
computer grafica più avanzata.
Il
cortometraggio rientra nel progetto di iniziative "promoculturali"
che l'azienda subalpina ha in corso da anni. E così, dopo Elex in humor (il
controllo accessi sotto la lente di vignettisti famosi), Identificare ad
personam (la tecnologia Elex vista da Ugo Nespolo) ed altre proposte di
successo, l'ultima idea non poteva che essere un film. Un film di una
azienda torinese girato all'ombra della Mole, dove il cinema italiano è
nato e ha trovato da poco la sede per il suo museo, dove la Settima Arte è
oggetto di mille attenzioni e iniziative.
5.3.2001
La nota critica
di
Pietro Caccavo
(*)
Il
cavaliere torna dalle crociate. La sua armatura gli pesa oltre misura, non
vede l’ora di togliersela. Il cavallo, lanciato al galoppo, lo sta
portando dall’amata. È arrivato nel castello, abbraccia la sua dama e un
brivido di passione li percorre entrambi. Ma, tra tante chiavi arrugginite e
quasi uguali, quale sarà quella che apre la cintura di castità della
donna?
Inizia
così il video Storie di chiavi & di abili forgiari che il regista Moreno Buffa
ha realizzato per la Elex di Torino: quasi cinque minuti per raccontare con
brio garbato e spiritoso, nell’impianto narrativo del filmato industriale,
l’attività di un’azienda, la Elex appunto, leader in Italia nel campo
dei sistemi elettronici per il controllo degli accessi e il rilevamento
delle presenze.
Un
incipit, quindi, proprio come in un film di antichi e leggendari soldati
medievali della Tavola Rotonda, un po’ Excalibur
di John Boorman e Il primo cavaliere
di Jerry Zucker, con Sean Connery e Richard Gere. Con una differenza, però.
Storie di chiavi & di abili forgiari, nei pochi secondi
d’avvio durante i quali trasmette queste suggestioni, utilizza la computer
grafica: il cavallo, la dama, il castello sono disegnati dalla macchina;
sono reali solo la mano metallicamente guantata, le chiavi, i mattoni
consunti della dimora del cavaliere.
Un
salto temporale netto e siamo passati all’oggi, quando i problemi di
serrature impossibili sono stati risolti. Attori ed attrici in carne ed
ossa, questa volta, per un ufficio affollato di segretarie; il direttore
dongiovanni è chiuso nella sua stanza con la più carina di queste, bionda
e sinuosa. Sta arrivando la sua legittima consorte, piuttosto in carne e
vestita da «signora bene», con un ridicolo, ampio cappello che la fa
sembrare un paralume. Vuole entrare dall’amato maritino farfallone ma
l’accesso è sbarrato. Perché? Un inflessibile e meticoloso sistema Elex
controlla la soglia. La bionda esce dalla stanza scivolando via leggera e
furbetta, l’uomo si accorge dell’arrivo della moglie e abbozza una scusa
a cui la consorte sembra credere.
Siamo
dunque già ora nel mondo del futuro, della tecnologia di prim’ordine,
quella dei sistemi Elex, che governa i transiti e i flussi delle persone, da
un ambiente all’altro, rilevando presenze gradite oppure no. Visioni di
circuiti e chip, fili e microsaldature, computer e luci che si accendono ad
intermittenza.
In
pochi minuti e con mano sicura, il regista ha raccontato una storia semplice
e spiritosa, ben scritta e correttamente interpretata dagli attori.
Lancillotto e Ginevra, capi ufficio decisamente machos e seduttori (come
l’ultimo Mel Gibson che «sente» i pensieri delle donne in What Women
Want?). Dramma cavalleresco e commedia degli equivoci, porte che si chiudono
e si aprono, serrature dispettose. E un tocco di futuro, che potrebbe anche
essere quello di Matrix dei fratelli Wachowski con il divo Keanu Reeves. Ma
ci piace pensare soltanto alla tecnologia buona di questo film, non
certamente ai molti (forse troppi) aspetti inquietanti dell’intreccio.
Estrema
semplicità, gioco e divertimento. Non il dispendio e la impressionante «verità»
visiva dei modelli cinematografici citati. Perché la Settima Arte è anche
sogno, fantasia. Pure concretezza ed efficacia di messaggio. Quello della
Elex di Torino. Quello del video Storie di chiavi & di abili forgiari.
(*) Pietro Caccavo. Torinese, 38 anni, laurea in Lettere, è giornalista pubblicista dal 1991 e critico teatrale del settimanale La Voce del Popolo. Dal 1995 cura la programmazione del cinema Esedra di Torino, è membro del gruppo dirigente della sezione torinese dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) e collabora con la redazione cataloghi del Torino Film Festival.