QUESTO BUDGET NON BEGGIA

In Italia ci sono almeno 40 modi per dire (e scrivere) "badge". Lo ha scoperto la Elex di Torino nel corso di una "ricerca" sul termine inglese ormai d'uso comune nelle fabbriche e negli uffici. Nasce un nuovo verbo: beggiare.

Si scrive badge e si pronuncia più o meno allo stesso modo (con la a di jazz e la g di grigio). Tradotto dall'inglese significa "tessera di riconoscimento, tesserino". E' una delle tante parole nuove introdotte dall'informatica nel lessico aziendale. Un termine diffusosi nel mondo del lavoro in seguito all'avvento dei sistemi automatici di rilevazione presenze, basati non più sui cartellini mensili e orologi di timbratura, ma su tessere di riconoscimento (i badge, appunto) e terminali elettronici.

A differenza di altre parole informatiche entrate ormai "correttamente" nel linguaggio comune, secondo i risultati di una mini inchiesta condotta dalla Elex di Torino, il termine badge si può "scrivere" e tradurre in mille modi. Elex, sulla base di documenti autentici (come lettere, richieste d'offerta, ordini di acquisto, ecc.) e contatti diretti con l'utenza, ne ha catalogati finora ben 40. Eccoli.

Le parole più diffuse sono budget (sic!) e badget; seguono in ordine (forse per affinità fonetica): baget o bagget, buget o bugget. C'è chi scrive semplicemente bag (che significa bagaglio) oppure bege, beg, bege, bedge, buge, budge o bugge; raramente beget, bedget e begget. In due casi sono stati riscontrati bagge e begge, versione in romanesco (forse) del termine inglese: er begge. Naturalmente abbonda la "s" del plurale quando invece, si sa, i termini stranieri non si declinano.

Pass è un sinonimo (inglese) di badge. Da qui le traduzioni in italiano: pas, passi (corretto), passy e (derivati dal francese) passe o pass-partout. Da card (altro termine inglese): carta, cartolina, cartellino e, raramente, cartina o cartoncino. Il badge è invece di plastica, e si vede. Altri sinonimi italiani: scheda (o schedina), tessera (tesserino o tesserina) oppure ticket, biglietto, talloncino, tagliando (assai raro). E pensare che basterebbe usare la parola "tessera" o consultare un qualsiasi dizionario italiano.

Ma c'è di più. Con l'arrivo del badge nelle aziende, sono stati mandati in pensione anche i verbi timbrare e bollare (raramente marcare, convalidare). Non si è trovato niente di meglio che (l'orribile) beggiare.

In inglese il verbo "to badge" non esiste; "to badger" significa tormentare, molestare, infastidire. Eppure nelle fabbriche e negli uffici si sentono, sempre più spesso, frasi come queste: ... ieri mattina ho beggiato in ritardo, non dimenticarti di beggiare, se non beggi rischi una multa, questo badge non beggia...

Con i nuovi sistemi, la timbratura intesa nel senso tradizionale, non c'è più. Oggi la presenza sul lavoro viene "rilevata" facendo "scorrere" (strisciare) la tessera in una fessura o inserendola in una feritoia. I dati non sono più stampati sul cartellino ma "catturati" attraverso la "lettura" della tessera e poi controllati, memorizzati, protetti e trasmessi a distanza.

Avventurarsi in questi nuovi verbi (come "rilevare", "leggere" o addirittura "strisciare") non è il caso. Che fare, allora? AAA... cercasi linguista disperatamente.

20.10.1992