IL DIPENDENTE CHE NON C'E'
Quattromila anni fa, all'epoca dei
Faraoni, i motivi di assenza sul lavoro erano appena una dozzina; oggi Elex
ne ha contanti più di cento.
Sono
più di cento i motivi per cui un dipendente può assentarsi
"ufficialmente" dal posto di lavoro. Quattromila anni fa,
all'epoca dei Faraoni, erano appena una dozzina.
La Elex di
Torino, azienda attiva nei sistemi elettronici di rilevazione presenze, ha
censito e analizzato le cause che, in Italia, determinano le assenze sul
lavoro, dalle più frequenti a quelle meno conosciute e curiose.
Fra le
centinaia di "anomalie" che possono interferire sullo svolgimento
di un normale orario di lavoro (si fa per dire) ben 113 sono legate
all'assenteismo.
I lavoratori
si assentano per alcune ore (usufruiscono, come si dice, di
"permessi") per esami, concorsi, riunioni sindacali, assemblee,
scioperi, nascite o lutti in famiglia, allattamento, indisposizione, visite
mediche, donazione sangue, Cral, neve, votazioni, visita militare, pubblica
necessità... ed anche per convocazione in Pretura o in Tribunale.
Assenze più
comuni sono dovute, invece, a malattie, infortuni, ferie e così via. Poi
vengono i "congedi": per matrimonio, gravidanza, puerperio, cure
termali, invalidità, attività politica, servizio militare, richiamo alle
armi...; le "aspettative" e le "sospensioni" cautelari.
Oggi,
insomma, ogni assenza ha la sua "giustificazione". In questa
babele di motivazioni, rigorosamente codificate dagli uffici del personale e
date in pasto ai computer, non c'è quasi più spazio per l'"assenza
ingiustificata" di una volta.
Durante la
costruzione della Necropoli di Tebe, secondo una ricerca condotta
dall'egittologo inglese Jacobe J. Janssen, le cause di assenza non
superavano la dozzina. L'operaio egizio restava a casa soprattutto per
"malattia" ma, a volte, anche per più futili motivi: perchè
"ubriaco", impegnato "alla festa della figlia" o perchè
aveva "litigato con la moglie".
31.08.1993