IL LAVORO STRAORDINARIO? UN ROMPICAPO

Lo rivela un’indagine condotta dalla Elex di Torino. I criteri usati dalle aziende per determinare le ore di lavoro straordinario e le relative maggiorazioni dipendono da un’infinità di regole e di eccezioni. Spesso il computer si arrende e cede il passo alla calcolatrice.

Lavoro straordinario: quello eccezionalmente prestato dal lavoratore al di fuori dell’orario ordinario. Così spiega il vocabolario Zingarelli. E il Devoto-Oli aggiunge: “… retribuito con opportuna maggiorazione”. Tutto chiaro, vero?

Secondo un’indagine condotta dalla Elex srl di Torino (www.elex.it), determinare le ore di lavoro straordinario nelle imprese italiane è un vero e proprio rompicapo. Una giungla di regole e di eccezioni in cui anche il computer fatica a districarsi. Ad avvalorare questa tesi sono centinaia di casi che Elex, specialista in rilevazione automatica delle presenze sul lavoro, ha esaminato in tutta Italia in quindici anni di attività.

A prima vista il discorso è molto semplice: dopo le normali otto ore di lavoro scatta lo straordinario, prestazione da retribuire con una precisa maggiorazione. Oltre alle leggi e alla babele di contratti collettivi, a complicare le cose provvedono le eccezioni e le mille “regole aziendali”

Innanzitutto di quali ore in esubero stiamo parlando? Di ore supplementari (cioè quelle prestate oltre le ore contrattuali ma meno di otto giornaliere) o di ore straordinarie? Dell’esubero oltre le prime otto ore oppure delle ore lavorate fuori dall’orario normale (ad esempio quelle prima dell’entrata al mattino)? Dell’eccedenza rispetto alle ore lavorate o a quelle retribuite? E i criteri di calcolo valgono per quali giorni della settimana?

Di maggiorazioni poi - tra prestazioni diurne e notturne, feriali e festive - non c’è che l’imbarazzo della scelta: si va dal 5 al 100%. Senza contare le regole legate all’orario di lavoro (collocazione temporale, totale ore giornaliere lavorate, monte ore settimanale, ecc.).

I sistemi elettronici che rilevano le presenze e che, a fine mese, devono passare i dati alle paghe spesso vanno in tilt. A volte bisogna ricorrere alla calcolatrice o far personalizzare i programmi con costi non indifferenti.

Per ovviare a questi inconvenienti Elex ha introdotto nei propri software una prestazione che, oltre ad eseguire le elaborazioni secondo i criteri standard, permette di personalizzare ad personam le regole per determinare le ore di straordinario. L’algoritmo si è rivelato efficace nel 90% dei casi

Lo straordinario è una componente significativa del costo del lavoro. Nel solo settore metalmeccanico (800 mila addetti), ad esempio, vengono prestate ogni anno oltre 60 milioni di ore straordinarie (circa il 5% delle ore totali lavorate) con un costo annuo che sfiora il miliardo di euro(*). In media ogni anno ciascun operaio presta 72,8 ore di lavoro straordinario (79,1 gli impiegati)

Torino, 28.2.2003

(*) Elaborazioni Elex su fonte Federmeccanica (XXV indagine annuale sull’industria metalmeccanica, 2001)