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Relex

 

Pausa caffè

 

 

Un momento di relax non guasta. Senza abbandonare il tema (ed è questa la scommessa!), questa pagina propone, di tanto in tanto, una vignetta e un'immagine particolare, curiosità e notizie storiche, un libro da leggere nel prossimo week end ed altre trovate per distrarsi un po'.

 

Sorrisi

 

La rilevazione delle presenze. Illustrazione di Lido Contemori per Elex, 1991.

 

 

Poster

 

Identificare ad personam. Opera di Ugo Nespolo per Elex, 1991, acrilici su legno. Foto dell'autore.

 

 

Curiosità

  • Centotredici ragioni per non lavorare. Elex ha censito e analizzato le cause che, in Italia, determinano le assenze sul lavoro, dalle più frequenti a quelle meno conosciute e curiose. Fra le centinaia di "anomalie" che possono interferire sullo svolgimento di un normale orario di lavoro (si fa per dire) ben 113 sono legate all'assenteismo. I lavoratori si assentano per alcune ore (usufruiscono, come si dice, di "permessi") per esami, concorsi, riunioni sindacali, assemblee, scioperi, nascite o lutti in famiglia, allattamento, indisposizione, visite mediche, donazione sangue, Cral, neve, votazioni, visita militare, pubblica necessità... ed anche per convocazione in Pretura o in Tribunale. Assenze più comuni sono dovute, invece, a malattie, infortuni, ferie e così via. Poi vengono i "congedi": per matrimonio, gravidanza, puerperio, cure termali, invalidità, attività politica, servizio militare, richiamo alle armi...; le "aspettative" e le "sospensioni" cautelari.

  • Badge, bag o budget? A differenza di altre parole informatiche entrate ormai "correttamente" nel linguaggio comune, secondo i risultati di una mini inchiesta condotta dalla Elex, il termine badge si può "scrivere" e tradurre in mille modi. Sulla base di documenti autentici (come lettere, richieste d'offerta, ordini di acquisto, ecc.) e contatti diretti con l'utenza, Elex ne ha catalogati finora ben 40. Le parole più diffuse sono budget (sic!) e badget; seguono in ordine (forse per affinità fonetica): baget o bagget, buget o bugget. C'è chi scrive semplicemente bag (che significa bagaglio) oppure bege, beg, bege, bedge, buge, budge o bugge; raramente beget, bedget e begget. In due casi sono stati riscontrati bagge e begge, versione in romanesco (forse) del termine inglese: er begge. Naturalmente abbonda la "s" del plurale quando invece, si sa, i termini stranieri non si declinano.

  • Gli accessi nelle piccole banche. Soltanto tre banche su dieci, tra i piccoli e medi istituti di credito italiani, possiedono un sistema elettronico per controllare gli accessi della sede e delle agenzie. Il 13,8% ne ignora, addirittura, l'esistenza mentre soltanto il 9,2% è propenso ad installarlo nel prossimo futuro. La maggior parte (45,6%) ritiene che, date le ridotte dimensioni dell'azienda ed il limitato numero di dipendenti, controllare chi accede alle aree a rischio sia inutile o superfluo. Sono questi, in sintesi, i risultati di una indagine di mercato condotta dalla Elex due anni fa.

  • Se Mohamed timbra il cartellino. Quattro operai extracomunitari su dieci, impiegati nelle fabbriche, sono più scrupolosi e puntuali dei loro colleghi italiani. Oltre a fare meno ritardi, il 52% chiede meno permessi e fa meno assenze per malattia. Otto lavoratori immigrati su dieci, ancora, hanno subito acquisito dimestichezza con i badge ed i sistemi elettronici che ogni giorno rilevano le presenze sul lavoro. Questi, in sintesi, i risultati più significativi di una indagine condotta dalla Elex su un campione di 1948 lavoratori alle dipendenze di tredici imprese manifatturiere sparse in tutta Italia.

 

Quattro passi nella storia

 

  • Jurassic badge. Ha 3500 anni l'antenato dell'attuale badge, il tesserino di riconoscimento in uso nelle fabbriche e negli uffici. Secondo i risultati di una ricerca condotta dalla Elex la nascita del badge risalirebbe al tempo dei faraoni. Un "tesserino", rinvenuto in Egitto alla fine del 1800  presso Biban el-Molouk (la famosa Valle dei Re) nella tomba di Aménophis II (1448-1422 a.C.), è conservato al Museo del Cairo con il numero 25332. È costituito da una scaglia di selce (ostracon), larga circa 62 mm e alta 42, recante su ciascuna delle due facce il nome di un operaio  (Qenherkhepeshef) scritto in caratteri ieratici. Un analogo reperto in calcare, catalogato con il numero 25332 bis, dimensioni 70x35 mm circa, porta il nome del lavoratore MeriRa (amato da Ra, dio del Sole).

  • Il registro di Hay. Elenco degli assenti sul lavoro dell'anno 2, mese primo dell'Inverno, giorno 21: Nakhy è alla festa con la figlia, Prahotep è ammalato, Telmont è assente perché si è picchiato con la moglie... Il libro-mastro del capocantiere Hay, è una sottile scaglia di calcare (ostraca) lunga 37 centimetri e larga 31, scritta in piccoli caratteri ieratici e con inchiostro nero. Risale all'inizio della XIX dinastia (1295-1190 a.C.) ed è stata ritrovata nella Necropoli di Biban el-Molouk (la famosa Valle dei Re) nell'alto Egitto. L'ostraca, oggi conservata nel Museo del Cairo con il numero 49866, è una delle rare testimonianze sui sistemi usati dagli Egizi per controllare le presenze e i tempi di lavoro degli operai.

  • Il primo contratto. Il 27 aprile del 459 dopo Cristo, a Sardi (in Asia Minore), viene stipulato, per la prima volta nella storia, un contratto di lavoro da parte di una potente corporazione di costruttori edili. Nel contratto si dice, tra l'altro, che gli operai hanno l'obbligo di essere presenti tutti i giorni sul posto di lavoro. In caso di assenze per malattie o permessi superiori a venti giorni, il datore di lavoro può sostituire il lavoratore. In caso di sciopero protratto per oltre  una settimana, la corporazione deve pagare una multa alla città mentre l'operaio è soggetto alla pesante ammenda di otto solidi aurei.  

  • Hora et labora. Nel monastero di Montecassino, san Benedetto da Norcia scrive la Regola, il più importante documento del monachesimo di tutti i tempi. Seppur destinata alle comunità monastiche, la Regola stabilisce, per la prima volta nel mondo del lavoro, gli orari dettagliati di una giornata lavorativa. "Da Pasqua fino al primo ottobre - si legge nel capitolo 48 - i monaci escano presto al mattino e dall'ora prima fin verso l'ora quarta si dedichino ai lavori necessari". E ancora: "Al primo segno di Nona ciascuno lasci il suo lavoro e si tenga pronto per il secondo segno".

 

 

L'amaca

Il libro (impegnativo) consigliato questa settimana è:

 

Documenting Individual Identity, di Jane Chaplan e John Torpey

Le tecniche e i meccanismi attraverso cui le agenzie ufficiali certificano l'identità di ciascuno di noi. Dal passaporto alle moderne tecniche d'identificazione biometriche. Pubblicato dalla Princeton University Press, il saggio raccoglie una serie di contributi di eminenti studiosi europei ed americani.

 

Un altro libro consigliato è:

Saggio sul tempo di Norbert Elias, Il Mulino (Bologna).

Lo scorrere del tempo è percepito oggi in modo assai diverso che in passato. Gli uomini delle società primitive determinavano il tempo in base ai propri bisogni e a seconda delle circostanze, l'uomo moderno invece si trova prigioniero di una complessa rete di unità temporali. In questo libro Norbert Elias, sociologo e storico di grande prestigio e fama internazionale, affronta il problema del perché gli uomini hanno veramente bisogno di determinare il tempo.

 

Ecco, invece due volumi, decisamente più rilassanti:

Le chiavi del paradiso, a cura di Aldo Bevilacqua e Dino Aloi, Priula e Verlucca editori, Ivrea (TO)

Il libro presenta una serie di bellissime immagini di chiave e serrature del passato ma soprattutto una interessantissima raccolta di vignette e illustrazioni satiriche: dal meccanismo all'umorismo. Due disegni, in particolare, forniscono una gustosa e divertente interpretazione dei moderni sistemi elettronici di controllo accessi basati su badge.

La rivolta delle tessere, di Giovanni Landi, Gianni Monduzzi Editore, Bologna (Romanzo)

Un futuro non lontano, una società quasi perfetta, uno strumento - la tessera personale - in grado di gestire ormai la vita degli uomini senza intoppi o intralci: è su questo sfondo che si muove Joseph Dilan, teso a coronare il sogno di un mondo non più soggetto alle caotiche reazioni degli esseri umani. Tutto sembra a posto, tutto sembra procedere alla perfezione, uomo e macchina possono integrarsi per sempre, finché... Finché un dettaglio, un problema imprevisto e imprevedibile obbliga tutti i protagonisti a rivedere le proprie convinzioni e rimanda il sogno dell'Eden tecnologico ad altra data.

 

 

Varia umanità

(In preparazione)

 

 

Per saperne di più

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